Ago 302011
 

In Italia purtroppo la gente accetta quello che le televisioni gli “vomitano” addosso senza senso critico, e dire che internet permetterebbe di CERCARSI le informazioni VERE, invece basta cambiare una parola e le persone non riescono a capire più niente.
Basta chiamare una tassa “contributo di solidarietà”, quando la solidarietà dovrebbe essere volontaria e non imposta.
Basta chiamare “escort” quella che fino a pochi anni fa era una …..( con tutto il rispetto)

In questo caso è bastato chiamare “sciopero” quello che sciopero non è, per buttare fango sui calciatori, calciatori che a mio avviso hanno tutto il diritto, anzi il dovere, di difendere i propri diritti, anche se hanno stipendi milionari. Se devo sollevare un appunto ai calciatori e al buon Tommasi, critico proprio il fatto di non essere intervenuti subito e con forza per cancellare quella parola(sciopero) dalla discussione.
Vengono definiti privilegiati, ed in effetti lo sono, ma è una colpa?? Qui il discorso sarebbe molto lungo, tutti si dimenticano che per “uno su mille che ce la fa”, ci sono “gli altri 999” che hanno sacrificato la propria adolescenza per allenarsi 6 volte alla settimana, o che hanno rinunciato alle vacanze con gli amici per andare in ritiro, con il sogno di diventare un “calciatore privilegiato”, per risvegliarsi poi a 20 anni con niente in mano, spesso nemmeno un diploma oppure con un diploma “regalato”, a doversi inventare una vita tutta nuova, sono scelte, e la maggior parte delle volte scelte che si rivelano poi perdenti, quindi credo sia naturale che per quella bassissima percentuale che raggiunge l’obiettivo, il premio sia alto, perché compensa l’altissima percentuale d’insuccessi.
Gli stipendi derivano semplicemente dal giro di soldi che lo stesso calcio genera, magari fosse così per tutti, politica in primis, saremmo in un paese migliore.
Va poi molto di moda la parola “viziati” riferita ai calciatori, ma ammesso che sia così(e non lo è per tutti) la colpa di chi è??? Io se vedo un bambino viziato non attribuisco certo a lui la colpa, ma ai genitori o a chi gli sta intorno, nel caso dei calciatori quindi per un eventuale “viziato”, la colpa andrebbe attribuita a chi li ha gestiti e spesso anche agli stessi tifosi che tanto si sono riempiti la bocca di questa parola.